Programma della XXIII edizione di Inverart

INVERART XXIII EDIZIONE
PADIGLIONE D’ARTE GIOVANE

20 – 21 – 22 novembre 2026 – Inveruno (MI)
Esposizione multidisciplinare d’Arte con musica dal vivo.

PROGRAMMA

VENERDÌ 20 NOVEMBRE

  • Ore 20.00 – Inaugurazione XXIII PAG
  • Ore 22.00 – DJ Marco Ravelli

SABATO 21 NOVEMBRE

  • Ore 17.00 – Aperitivocultura – Inaugurazione mostra «Lâme»
    Presentazione del progetto con l’autore Federico Scarioni
  • LiberiLibri – Fai la spesa di cultura
  • Ore 22.00 – The Mc Chicken Show

DOMENICA 22 NOVEMBRE

  • Dalle ore 10.00 – Laboratori creativi per bambini
  • Ore 11.30 – LATTE – Soft clubbing

INFORMAZIONI

  • Ingresso libero
  • Servizio bar e ristoro
  • Prenotazione tavoli via WhatsApp: 351 901 9216

DOVE

Inveruno (MI) – Padiglione di via Manzoni
20 – 21 – 22 novembre 2026

Una iniziativa di
Assessorato alla Cultura del Comune di Inveruno

A cura di
Guado Officine Creative dal 1969
Rockantina’s Friends

In coordinamento con
Accademia di Belle Arti di Brera
Società Umanitaria

Con il patrocinio di
Città metropolitana di Milano
Fondazione per Leggere

Con la partecipazione di:

  • Liceo Artistico Luigi Einaudi – Magenta
  • Liceo Artistico Carlo Dell’Acqua – Legnano
  • Liceo Artistico Società Umanitaria – Milano
  • Istituto IPSIA Marcora – Inveruno
  • Istituti Scolastici Superiori ACOF

La XXIII edizione del Padiglione d’Arte Giovane è in arrivo

Ci sono storie culturali che continuano perché hanno trovato, nel tempo, un modo per rinnovarsi. INVERART è una di queste. Arrivata alla sua XXIII edizione, la manifestazione nasce dalla volontà del Guado di fare dell’arte un luogo e un tempo aperto, libero, capace di mettere in relazione le persone e di generare pensiero.
È questa l’idea che sta alla base del progetto: arte non solo da contemplare a distanza, ma strumento per crescere, per interrogarsi, per sviluppare uno sguardo autonomo sul mondo. Il Guado ha costruito la propria esperienza quasi sessantennale sulla convinzione che la cultura abbia valore solo quando riesce a coinvolgere tutti, a creare occasioni di confronto alto, a dare spazio alla ricerca e alla sperimentazione. E proprio gli artisti, quando lavorano per mantenere la propria libertà, possono diventare uno degli enzimi più efficaci per veicolare più consapevolmente il “nuovo” alle comunità.

Dentro questa visione, il loro lavoro assume quindi anche un valore profondamente sociale. L’artista non è soltanto colui che produce un’opera, ma una persona che osserva il proprio tempo, ne raccoglie le contraddizioni, le inquietudini, le trasformazioni, le bellezze e prova a restituirle attraverso un linguaggio interpretante e singolare. Il suo lavoro può mettere in discussione ciò che sembra scontato, dare forma a ciò che ancora non sappiamo nominare, aprire domande dove sembrava esserci soltanto una risposta. In questo senso l’artista svolge una funzione preziosa: contribuisce a mantenerne vivo lo sguardo, l’attenzione, il senso critico nelle analisi.

Sostenere gli artisti significa quindi sostenere una parte della società che ha scelto di dedicare tempo e intelligenza alla ricerca, alla sensibilità e alla costruzione di nuovi linguaggi. Significa riconoscere che il lavoro creativo non è un fatto marginale o un orpello, ma ha una ricaduta culturale, civile e sociale. L’arte non dà necessariamente risposte; spesso ha il pregio di insegnarci a formulare nuove domande. INVERART nasce da questa visione e la porta nel territorio. Da oltre vent’anni il Padiglione d’Arte Giovane rappresenta un’occasione concreta per dare spazio a chi sta iniziando o sviluppando il proprio percorso artistico, offrendo ai giovani formazione vera, la possibilità di mostrare il proprio lavoro e, soprattutto, di incontrarsi e di incontrare un pubblico. Perché un artista cresce anche attraverso lo sguardo degli altri, attraverso la possibilità di misurarsi con uno spazio e con una comunità sempre più matura.

La XXIII edizione di INVERART, vuole ripartire proprio da qui: dai giovani (in primis proprio da quelli di Rockantina’s), dalla ricerca, dalla sperimentazione e dall’incontro. Tre giorni nei quali Inveruno tornerà ad aprire il luogo dedicato all’arte contemporanea e alle nuove generazioni che è un unicum a livello progettuale in Città metropolitana di Milano e in Lombardia. Uno spazio e un tempo nel quale le opere saranno certamente protagoniste, ma nei quali altrettanto importante sarà tutto ciò che può nascere intorno a un’opera e alla sua energia. INVERART, infatti, è un progetto culturale completo ed efficace, nel quale l’esposizione accolta a convivio diventa il punto di partenza per costruire relazioni nella più ampia accezione del termine.

Le scuole e le nuove generazioni

Nell’edizione 2026 il rapporto con il mondo della formazione assume un rilievo ancora maggiore. La presenza degli istituti scolastici superiori sarà infatti raddoppiata rispetto alle precedenti edizioni, con un’attenzione particolare ai licei artistici, naturalmente vicini alla vocazione di INVERART.
È una scelta che nasce dalla volontà di rendere sempre più stretto il rapporto tra il Padiglione d’Arte Giovane e i luoghi nei quali i giovani stanno costruendo la propria identità, la propria sensibilità e il proprio futuro. Coinvolgere un numero maggiore di istituti significa ampliare la comunità che ruota attorno alla manifestazione e creare nuove occasioni di incontro tra studenti, artisti e docenti.
Gli studenti potranno incontrare gli artisti e incontrarsi, conoscere i vari percorsi, confrontarsi con opere e linguaggi differenti e partecipare alle attività della manifestazione. In questo modo INVERART diventa per loro non soltanto una visita, ma un’esperienza capace di lasciare traccia e di aprire prospettive.
Accanto alle esposizioni saranno quindi proposti laboratori d’arte, pensati come momenti nei quali vedere e fare possano incontrarsi. Gli studenti e il pubblico saranno invitati a sperimentare, a lavorare con materiali e linguaggi differenti. I laboratori saranno condotti da professionisti riconosciuti.
In questo dialogo tra arte, formazione e territorio si colloca anche la collaborazione con la Società Umanitaria e con l’Accademia di Belle Arti di Brera, partner del Guado. La loro presenza permette a INVERART di consolidare un rapporto importante con il mondo della formazione, della cultura e della ricerca artistica e di costruire un ponte tra il territorio metropolitani dell’altomilanese e una realtà culturale più ampia.
È una rete che dà senso alla manifestazione: il Guado, Rockantina’s, le scuole, le istituzioni culturali, gli artisti e il pubblico non come elementi separati, ma come parti di uno stesso progetto. Un progetto nel quale il lavoro dell’artista incontra la comunità e nel quale la comunità, a sua volta, è chiamata a far parte di un processo creativo virtuoso che influisce anche positivamente sui temi sociali. INVERART, in fondo, nasce da una convinzione semplice: la cultura prende vita ed è funzionale solo quando qualcuno la condivide con qualcun altro. E l’arte, espressione massima della cultura, può essere uno dei modi più diretti per farlo. Essa può perfino dare dignità alle tante domande dei giovani d’oggi (e d’ogni tempo) e trasformare la ricerca individuale dell’artista in un’esperienza collettiva tesa a favorire la crescita di intere comunità.

Francesco Oppi
Direttore artistico

On line l’elenco completo dei partecipanti al PAG Inverart dal 2004

Da gennaio 2026 sul sito del Guado è stato pubblicato l’archivio con gli elenchi ragionati di tutte le edizioni di Inverart dal 2004 al 2025.

Qui il testo di presentazione del lavoro

Studio 70 alla Cascina del Guado a Robecchetto con Induno (MI).

Ci sono molte cose da dire e da fare, ma da dire solamente non ce n’è…

In un momento storico particolarmente difficile, segnato da un drammatico abbassamento del livello culturale e intellettuale e da una crescente disillusione indotta, il Padiglione d’Arte Giovane – Inverart è stato, ed è oggi più che mai, una vera e propria luce di speranza. Viviamo in un’epoca martoriata da guerre, massacri (anche di bambini e innocenti) e violenze che occupano quotidianamente lo spazio di una informazione mai così umiliata, rendendo ciò che è mostruoso accettabile, ciò che è sbagliato comprensibile, ciò che illegale condivisibile. Tutto sembra oscurato e la capacità di immaginare un futuro più giusto, davvero impervia.
Inverart, attraverso l’impegno della comunità tutta, sceglie consapevolmente di andare in direzione opposta, riaffermando con forza il valore della cultura come atto di resistenza civile e come strumento indispensabile per leggere il presente. Uno spazio che riconosce e promuove il ruolo sociale del lavoro degli artisti, non come semplice produzione di oggetti, ma come pratica capace di incidere sulla coscienza collettiva, di porre domande, di generare un senso critico oggi annichilito.
Inverart propone un linguaggio alternativo, stimolando libertà e sperimentazione (vera linfa di futuro), in cui la creatività è anche responsabilità e impegno. L’arte ritorna alla sua origine ancestrale, alla sua funzione fondamentale: costruire ponti, riattivare il pensiero, restituire complessità a una realtà spesso ridotta a slogan se non addirittura, soprattutto in TV, a volgari clangori di gruppo.
Inverart ci ricorda che non c’è civiltà senza equilibrio sociale e non c’è equilibrio sociale senza solidità culturale e che, senza un investimento reale e articolato nella cultura, non può esistere una società capace di reggere l’urto delle crisi.
In un’epoca socialmente e moralmente infima, Inverart (e i suoi ragazzi) dimostra che è sempre possibile coltivare la bellezza, estetica come etica.
Con profondità e consapevolezza (al Guado frequentiamo questi temi dal 1969) il PAG accende luci nel buio, scalda nel gelo intorno, riafferma il valore di veri strumenti culturali come basi imprescindibili per immaginare un futuro migliore in cui la coscienza del reale, la verità e l’equilibrio recuperino la loro funzione originaria e fondamentale nel progresso umano, quella che la Natura ha loro affidato da sempre.

Francesco Oppi
6 gennaio 2026