Da gennaio 2026 sul sito del Guado è stato pubblicato l’archivio con gli elenchi ragionati di tutte le edizioni di Inverart dal 2004 al 2025.
Qui il testo di presentazione del lavoro

Ci sono molte cose da dire e da fare, ma da dire solamente non ce n’è…
In un momento storico particolarmente difficile, segnato da un drammatico abbassamento del livello culturale e intellettuale e da una crescente disillusione indotta, il Padiglione d’Arte Giovane – Inverart è stato, ed è oggi più che mai, una vera e propria luce di speranza. Viviamo in un’epoca martoriata da guerre, massacri (anche di bambini e innocenti) e violenze che occupano quotidianamente lo spazio di una informazione mai così umiliata, rendendo ciò che è mostruoso accettabile, ciò che è sbagliato comprensibile, ciò che illegale condivisibile. Tutto sembra oscurato e la capacità di immaginare un futuro più giusto, davvero impervia.
Inverart, attraverso l’impegno della comunità tutta, sceglie consapevolmente di andare in direzione opposta, riaffermando con forza il valore della cultura come atto di resistenza civile e come strumento indispensabile per leggere il presente. Uno spazio che riconosce e promuove il ruolo sociale del lavoro degli artisti, non come semplice produzione di oggetti, ma come pratica capace di incidere sulla coscienza collettiva, di porre domande, di generare un senso critico oggi annichilito.
Inverart propone un linguaggio alternativo, stimolando libertà e sperimentazione (vera linfa di futuro), in cui la creatività è anche responsabilità e impegno. L’arte ritorna alla sua origine ancestrale, alla sua funzione fondamentale: costruire ponti, riattivare il pensiero, restituire complessità a una realtà spesso ridotta a slogan se non addirittura, soprattutto in TV, a volgari clangori di gruppo.
Inverart ci ricorda che non c’è civiltà senza equilibrio sociale e non c’è equilibrio sociale senza solidità culturale e che, senza un investimento reale e articolato nella cultura, non può esistere una società capace di reggere l’urto delle crisi.
In un’epoca socialmente e moralmente infima, Inverart (e i suoi ragazzi) dimostra che è sempre possibile coltivare la bellezza, estetica come etica.
Con profondità e consapevolezza (al Guado frequentiamo questi temi dal 1969) il PAG accende luci nel buio, scalda nel gelo intorno, riafferma il valore di veri strumenti culturali come basi imprescindibili per immaginare un futuro migliore in cui la coscienza del reale, la verità e l’equilibrio recuperino la loro funzione originaria e fondamentale nel progresso umano, quella che la Natura ha loro affidato da sempre.
Francesco Oppi
6 gennaio 2026
Prova