Il nome Inverart nasce dall’unione delle parole Inveruno e art. Inverare significa rendere vero o riconoscere come vero, acquistare verità, realizzare il proprio piu' autentico significato: il giusto significato da dare ad una importante manifestazione-incontro che nasce per dare spazio alla creatività da vedere,da ascoltare, da leggere e, certamente, da sviluppare.

Il Modello Umanitaria
Una storia lunga 113 anni


10 pannelli didattici ricostruiscono iconograficamente le tappe fondamentali di una benemerita istituzione italiana che ha cavalcato il '900 nei settori della scuola, del lavoro, della formazione professionale e dell¹assistenza. Nel segno della continuità.

"Consentite che il Capo dello Stato renda oggi solenne testimonianza di questa opera e vi ringrazi, non solo per quello che avete fatto ma, per quello che ancora farete in tutta concordia e generosità di intenti. Sul vostro esempio il Paese davvero può essere sicuro del suo avvenire ed essere certo che la fiaccola da voi innalzata rischiarerà il cammino a quelli che seguiranno" (Giuseppe Saragat 1965)

"Diffondere la testimonianza e l¹esperienza della Fondazione vuol dire contribuire concretamente a promuovere una significativa crescita civile e democratica" (Carlo Azeglio Ciampi 2003)

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VIDEODOCUMENTARIO di INVERART


Ogni anno Inverart è accompagnata della presenza di un padrino della manifestazione: Giancarlo Colli, nel 2004; Stefano Pizzi, nel 2005.
Giuliano Zosi e Lelo Cremonesi, nel 2006, Juan Pascual nel 2007.
Nel 2008, infine, padrini della manifestazione sono stati Giorgio Roggino e Massimo Silvano Galli.
La manifestazione è dedicata a Daniele Oppi
, animatore iniziale di Inverart, recentemente scomparso, fondatore della Cooperativa Raccolto e Ambrogino d'Oro del Comune di Milano.

PADRINO 2009
RINO CRIVELLI è nato a Milano nel1924. Ha compiuto a Milano gli studi classici e nella stessa città si è laureato in ingegneria. Inizia fin dal 1945 con i primi disegni e le prime tele. Dopo diverse mostre in Italia e all'estero, pubblica nel 1978 presso Scheiwiller il libro illustrato "Speriamo almeno che Alice non dica okay". Dalla pittura e dall'arte grafica passa poi a concentrarsi anche sulla scultura. Nasce così e si moltiplica "il popolo di legno": sagome ad altezza umana dipinte da ambo le parti. Attorno a queste s¹infittisce per sussurri e cenni, rarissimi gridi, ininterrotto, un flusso disegnativo implacabile (noti i sui raffinati disegni a penna), accolto da migliaia di fogli di uguale dimensione (50x35). Intellettuale schivo e pregnante, attraversa le arti convinto che "In principio era il Verbo, e il Verbo era con Dio, e il Verbo era Dio": segno e verbo si accompagnano e si dispiegano arricchendosi vicendevolmente, rifuggendo decisamente aspetti didascalici e quindi non dinamici. In questo senso ricordiamo l'opera forse più simbolica di Crivelli: "Cento schede, cento disegni" (all'insegna del pesce d'oro, 1997)
E' socio della Cooperativa Raccolto, con cui ha collaborato in moltissime iniziative culturali ed artistiche.
Hanno scritto di lui:
Luciano Budigna - Giorgio Kaisserljan - Giorgio Mascherpa - Francesco Vincitorio - Mirella Bandini - Mario Radice - Luciano Inga Pin - Roberto Sanesi - Elena Pontiggia - Martina Corgnati - Stéphan Rey - Giancarlo Majorino - Ermanno Krumm - Maurizio Vitta.
A CURA DI:

Comune di Inveruno
Cooperativa Raccolto
Rockantina's Friends

IN COORDINAMENTO CON:

Dipartimento Arti Visive - Pittura e Dipartimento Arti e Antropologia del Sacro
Fondazione Humaniter
Società Umanitaria


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Regione Lombardia
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