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Il nome Inverart nasce dall’unione delle parole Inveruno e art. Inverare significa rendere vero o riconoscere come vero, acquistare verità, realizzare il proprio piu' autentico significato: il giusto significato da dare ad una importante manifestazione-incontro che nasce per dare spazio alla creatività da vedere,da ascoltare, da leggere e, certamente, da sviluppare.
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Esperienze artistiche visive nuove,
dinamiche e dirompenti.
A un anno di distanza ci troviamo a celebrare quello che si è ormai consolidato come uno dei più rappresentativi, e non formale o modaiolo, tra gli appuntamenti stagionali della giovane arte lombarda.
Ma cosa è accaduto internazionalmente nella produzione artistica nell'arco di questi dodici mesi? Quali venti nuovi hanno spirato dalle Biennali di Venezia e Istanbul o dall'importante "Documenta" di Kassel? E quanto hanno contribuito al dibattito culturale e alla formazione delle nuove leve? Ci siamo forse sentiti rappresentati dal Padiglione Nazionale ai Giardini di Castello? E perché mai?
Dove accidenti sono le esperienze artistiche visive nuove, dinamiche e dirompenti?
Inutile ormai cercarle in queste ex prestigiose sedi divenute oggi appendici di un mercato e di una produzione globale appiattita, strafatta e stracucinata che, più che tavole rotonde intorno alla produzione, provocano ormai unicamente dei miseri pettegolezzi sulla kermesse.
Bisogna cambiare direzioni e riferimenti al di fuori dei canoni imposti per scovare genuinità, provare stupore o semplicemente emozionarsi di fronte ad un'opera, una qualsiasi opera di un qualsiasi autore sconosciuto.
Viviamo paradossalmente in un'epoca di ribaltamenti espressivi con punte di diffusissimo pompierismo, ma al contrario di quell'aulica omologazione i pompieri di oggigiorno si moltiplicano all'esterno del mondo accademico sostenuti da una stampa di maniera e da un verticistico quanto autoreferenziale ed incolto businnes internazionale.
E l'opera feticcio vola alla grande: come le borse di Hermès, le cinture di Gucci e i vestitini di Prada.
Questa è l'arte contemporanea, questo il dibattito.
Nulla purtroppo a vedere con il cosiddetto mestiere culturale, l'impegno, la profondità di pensiero.
Per fortuna esistono lontane dalla ribalta dei media di settore esperienze come quella di Inverart che offrono a un pubblico sempre più interessato quanto e cosa producono i giovani artisti del territorio non ancora influenzati, e speriamo mai, da quanto avviene nel grande circuito internazionale.
Certo a Inverart possiamo trovare di tutto, anche opere ai limiti dell'amatorialità ma questa è la scommessa di un luogo di confronto ancora pulito e scevro da ulteriori interessi. Auguriamoci che si conservi sempre così.
Milano, ottobre 2007
Stefano Pizzi
Titolare della Cattedra di Pittura alla Accademia di Belle Arti di Brera
http://www.accademiadibrera.milano.it
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Ogni
anno Inverart è accompagnata della presenza di un padrino della
manifestazione: Giancarlo Colli, nel 2004; Stefano
Pizzi, nel 2005.
Giuliano Zosi e Lelo Cremonesi, nel
2006, Juan Pascual nel 2007.
Nel 2008, padrini della manifestazione sono stati Giorgio Roggino e Massimo Silvano Galli, nel 2009 Rino Crivelli, nel 2010 Marco Viggi.
La manifestazione è dedicata a Daniele Oppi, animatore iniziale di Inverart, recentemente scomparso, fondatore della Cooperativa Raccolto e Ambrogino d'Oro del Comune di Milano.
PADRINO 2011
UGO SANGUINETI
Ugo Sanguineti (Lavagna - GE - 1940) compie studi artistici regolari a Genova. Lavora a Castano Primo (MI) e a Lavagna. Segnalato da G. Beringheli sul Catalogo BOLAFFI della Grafica n. 6 fa parte dell'Associazione Incisori liguri, di Xylon Italia sezione Xylon International Société des Graveurs sur bois e della Cooperativa Raccolto. Dal '79 al '92 insegna Tecniche pittoriche, incisorie e Cromatologia. Nel '94 sottoscrive la "Carta Bertarelli" sull'incisione originale. Dal 1961 tiene mostre personali e partecipa, invitato, a Rassegne nazionali e internazionali. Fra le varie opere su commissione citiamo, del 1991, "L'angelo che nasce dal lavoro ne diventa protettore" dipinto su tela cm. 120x205, Italienisch-Schweizerisches Berufsbildungszentrum, Berna; Del 1998 per A.E.M. spa Milano, un incisione a bulino su lastra di zinco mm. 255x400, tiratura 100 esemplari più 20 P.A.
Esegue nel 1994 un'incisione a bulino " L'inganno dell'albero " abbinata a una lirica di Alda Merini, nel 2003 un bulino "Cerbero" dal VI canto dell'Inferno per la Cooperativa Raccolto.
Nel 2009 una linoleum grafia "Fontana " per il volume curato da E. Paccagnini e B. Baita: "Descrizione dell'apparato fatto dal borgo di Castano per ricevere le Sante Reliquie".
Sue incisioni illustrano testi di Bellagamba - Canata, Faggi, Lagorio.
Rassegne nazionali e internazionali su invito: Acqui Tenne - Alba Adriatica - Alessandria - Asti - Bagnacavallo - Bologna - Cairo Montenotte - Casalpusterlengo - Castelnuovo Magra - Chiavari - Como - Genova - Govone - Imperia - Livorno - Madrid - Milano - Napoli - Novara - Odessa - Palermo - Pavullo - Rapallo - Roma - S. Martino di Lupari - Saronno - Savona - Torino - Tsukuba - Urbino - "De Fabula" Palazzo Ducale Genova - Castello Visconteo Sforzesco Galliate - Palazzo Leone da Perego, Legnano.
Hanno scritto : G. Arato, E. Balossi, F. Ballerò, G. Berlingheli, L. Biandardi, M. Bocci, L. Caprile, E. Cassa Salvi, P. Castoldi, R Cenni, G. Chiesa, L. Cherchi, M. Cristaldi, M. De Micheli, A. Dragone, V. Faggi, G. Fieschi, G.C. Ghiglione, C. Malcerti, M. Moiana, M. Monteverdi, C. Munari, N. Mura, E. Paccagnini, S. Paglieri, N. Palumbo, L. Prada, S. Ricaldone, G. Scorza, G. Seveso, A. Tomo.
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A CURA DI:
Comune di Inveruno
Cooperativa Raccolto
Rockantina's Friends
IN COORDINAMENTO CON:
Dipartimento Arti Visive - Pittura e Dipartimento Arti e Antropologia del Sacro
Fondazione Humaniter
Società Umanitaria
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Provincia di Milano
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